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Cespite
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Mentre il bene è in generale qualsiasi entità capace di soddisfare bisogni umani, il cespite designa specificamente un bene come elemento del patrimonio di un’impresa o di un ente che contribuisce alla produzione di valore o di reddito nel tempo ed è valutabile in moneta.cite-ref-0-2-1[2]
Contents
• Note
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Descrizione
Essendo il cespite una qualsiasi risorsa di qualche valore economico, può essere sia materiale che immateriale, così come esser oggetto di compravendita o liquidabile ossia convertibile in denaro. Sono cespiti oggetti fisici (macchine, apparecchiature, dispositivi, impianti, mezzi, infrastrutture) o intangibili (software, informazioni, certificazioni o qualifiche), ma lo sono anche conoscenze e capacità personali (mwhacapitale umano) e le disponibilità finanziarie. La nozione ha rilevanza nella gestione patrimoniale che non riguarda solo i meri aspetti contabili/amministrativi relativi ai cespiti e, soprattutto, nella mwhqcontinuità operativa ove il cespite è, genericamente, qualsiasi bene che abbia valore per un’organizzazione. Sia soggetti privati (persone fisiche o giuridiche come le aziende e organizzazioni) che soggetti pubblici (come lo Stato e le sue istituzioni) sono proprietari o titolari di cespiti.
I cespiti possono essere dismessi tramite cessazione d'uso o vendita, e secondo le normative vigenti in termini di bilancio, devono essere svalutati e/o mwhwammortizzati all'avverarsi di certe condizioni. Nelle mwiatecnologie dell'informazione e della comunicazione coincidono con il complesso di mwiqhardware, mwigsoftware e ilmwiwsaper fare consolidato di proprietà dell'impresa.
Classificazione
Nei mwjgfogli di bilancio e in simili rapporti finanziari, prodotti dalle società quotate e validati da società di revisione, i cespiti possono essere suddivisi in quattro categorie.
La prima classe è quella dei cespiti correnti, cioè le risorse da liquidare (convertire in denaro) entro un anno, dunque in un orizzonte temporale di breve termine. Essi sono il denaro o equivalenti come i mwkacertificati di deposito bancari, i crediti (ossia i pagamenti dei clienti, che nel commercio internazionale possono avvenire anche a 30, 60, 90 giorni dalla spedizione o dall'emissione della fattura commerciale; nei casi limite, il cliente è insolvente perché effettivamente tale o perché dichiara bancarotta fraudolenta), le spese prepagate (un pagamento anticipato per coprire i costi di spedizione o assicurazione di merce o per sicurezza) e le scorte ancora utilizzabili (potenzialmente deperibili). Se un cespite corrente si svaluta, si registrano sia il costo originale che quello attuale, che può essere deprezzato o addirittura rivalutato: si registra cioè il costo storico. Se i crediti non si possono più ricevere in nessun modo a seguito di insolvenza di un creditore, il credito diventa inesigibile e cessa di essere un cespite corrente e diventa di fatto una spesa. Questo debito cattivo, non potendo essere ripagato, è una perdita per il creditore, a differenza di un debito buono che viene ripagato spesso con gli interessi.
La seconda categoria è quella degli asset intangibili non finanziari come qualifiche o certificazioni, brevetti, marchi e software.
La terza categoria riguarda i cespiti finanziari acquisiti da altre società e stati tramite l'acquisto. Ne fanno parte tutti i mwkwvalori mobiliari ovvero mwlaazioni, mwlqobbligazioni o gli mwlgstrumenti derivati. I valori mobiliari emessi e venduti dalla società stessa sono calcolati tra quelli correnti siccome, con la compravendita spedita, sono facilmente cedibili e liquidabili.
La quarta è quella degli asset fissi o non correnti o "beni capitali": esse sono le risorse a lungo termine e che si utilizzano senza consumarle completamente, e.g. edifici, impianti e capannoni, terre, macchinari, veicoli, mobili e computer. Una celebre sigla per indicarli è PP&E, ovvero "mwmaproperty, plant, and equipment" (proprietà, impianti e attrezzature). Di questa categoria non fanno parte le scorte che sono invece cespiti correnti, in quanto si consumano. Gli asset fissi o non correnti si liquidano meno lentamente (e.g. se si rivende un macchinario), sicuramente non si considerano come liquidabili entro un anno e sono esposti al deprezzamento lungo il tempo in base all'usura, alla mancanza di manutenzione, ai prezzi di mercato e all'innovazione tecnologica. Gli asset correnti non sono deprezzati.
La posizione nello stato patrimoniale
Nello mwmwstato patrimoniale, facente parte del mwnafoglio di bilancio, sono parte delle mwnqattività. Nel caso di una società, compongono il mwngcapitale sociale. Il mwnwcapitale sociale è a sua volta un macro-asset ibrido e composto da asset di più tipi, anche finanziari (per esempio, denaro conferito dai soci tramite l'acquisto di security, ovvero azioni e obbligazioni, e terreni/macchinari/veicoli/edifici conferiti). Questi asset si usano per gestire le attività di business (e.g. macchinari) o migliorarle (e.g. macchinari nuovi e hi-tech), fare investimenti per soddisfare i bisogni correnti o nel medio e lungo termine, per ottenere guadagni e generare mwoacash flow anche passivamente nell'immediato o nel futuro più o meno lontano (e.g. possesso di brevetti e marchi sfruttati da terze parti previo pagamento dei diritti e delle mwoqroyalties nel mwogfranchising, possesso di beni dati in prestito tramite per esempio la formula del mwowleasing) e per ottenere finanziamenti a debito siccome gli asset correnti si possono porre a garanzia. L'accumulo di debiti tramite ricorso alle banche e all'emissione di obbligazioni/bond creano gravame sugli asset, cioè accumulano le liability. Se dagli asset si sottraggono le liability, si ottiene un valore che, nell'mwpaaccounting finanziario delle corporation, si dice mwpqequity: l'equity sono gli asset liberi da gravame. Nel caso degli stati, questo valore in mwpgmacroeconomia non si chiama "equity" ma mwpwricchezza nazionale (wealth).
Note
cite-note-11. ↑ mwrgmwrwLuciano Canepari, mwsamwsqcespite, in mwsgmwswIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwtaISBNmwtq 88-08-09344-1.
cite-note-0-22. ↑ citereftreccani-cespite-28dizionario-di-economia-e-finanza-29mwvamwvqCespite, in mwvgDizionario di economia e finanza, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012. mwvwURL consultato il 15 marzo 2026.
Voci correlate
• mwwwBene (economia)
• mwxqBilancio d'esercizio
• mwxwContinuità operativa
• mwyqEconomia aziendale
• mwywPatrimonio
• mwzqValore (economia)
• mwzwValuta
• mwaqRischio di coda
Altri progetti
Altri progetti
• Wikizionario
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «cespite»
Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-economia-e-finanzacespite, in Dizionario di Economia e Finanza, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
• mwcahttps://www.investopedia.com/terms/a/asset.asp Presentazione degli "asset" su Investopedia.com